La civiltà on-line migliora in tutto il mondo

In occasione del Safer Internet Day – appuntamento annuale organizzato a livello internazionale per promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie – Microsoft ha diffuso i risultati dell’edizione 2021 Digital Civility Index, ricerca che analizza le attitudini e le percezioni degli adolescenti (13-17 anni) e degli adulti (18-74 anni) rispetto all’educazione civica digitale e alla sicurezza online in 32 Paesi, Italia inclusa. L’Index, nello specifico, misura il livello di esposizione delle persone ai rischi online nei diversi Paesi coinvolti, quindi un punteggio basso implica un livello basso di esposizione ai pericoli online e di conseguenza, una posizione alta in classifica. 

Secondo lo studio, a livello globale diminuisce l’esposizione di giovani e adulti ai rischi online. Il Civility Index globale migliora infatti di tre punti: in tutto il mondo il web è percepito quindi come un luogo più civile e sicuro rispetto a un anno fa. Trend che Microsoft ha riscontrato anche in Italia, che migliora di due punti rispetto allo scorso anno, posizionandosi al 12° posto in classifica. Al primo posto i Paesi Bassi, seguono il Regno Unito e gli Stati Uniti, ultimo nella classifica dei 32 Paesi si conferma anche quest’anno il Sudafrica. Se nel mondo però questo miglioramento è trainato dai giovani, in Italia invece è vero purtroppo il contrario: rispetto a un anno fa diminuisce di cinque punti l’esposizione ai rischi online tra gli adulti e aumenta invece di un punto tra i teenager. Complessivamente, in Italia emerge una percezione più positiva del livello di civiltà online, giudicato buono dal 37 per cento degli intervistati, rispetto a un 34 per cento a livello mondiale. Impressioni contrastanti invece circa l’impatto della pandemia Covid-19 sulle interazioni online da parte degli italiani: se infatti da un lato il 23 per cento dichiara un peggioramento della civiltà (22 per cento a livello mondiale), riscontrando una maggiore diffusione di informazioni false o fuorvianti e la manifestazione online da parte delle persone delle proprie frustrazioni, dall’altro il 28 per cento (26 per cento nel mondo) reputa invece l’educazione digitale migliore rispetto all’anno precedente, grazie a un maggiore senso di vicinanza e di condivisione della comunità. 

Ecco i principali insights: 

contatti indesiderati, fake news e sexting indesiderato restano anche quest’anno i rischi più comuni riscontrati nel mondo, rispettivamente dal 40, 31, e 26 per cento degli intervistati a livello globale;
fake news, hate speech e discriminazioni sono i rischi on-line che sono cresciuti di più negli ultimi cinque anni: rispettivamente del 5, 3 e del 2 per cento in Italia, del 3, 4 e 5 per cento nel mondo;
il cyberbullismo continua a provocare vittime: il 30 per cento degli intervistati italiani è stato coinvolto in un episodio di bullismo, il 15 per cento è la vittima diretta dei bulli. Percentuali inferiori rispetto alla media mondiale che si attesta intorno rispettivamente al 38 e al 19 per cento. La Generazione Z è la più colpita con il 35 per cento dei casi, seguiti dai Millennials con il 30 per cento;
rispetto, sicurezza e civiltà sono i primi tre elementi che dovranno caratterizzare le esperienze online in questo decennio;
diminuisce la fiducia nella gestione dei rischi: rispetto allo scorso anno solo il 44 per cento delle persone nel mondo si dichiara capace di gestire un eventuale pericolo online (-6 per cento), e il 51 per cento sa a chi rivolgersi (-1 per cento). 

È la scuola l’entità da cui ci si aspetta il contributo maggiore per migliorare la civiltà online per il 49 per cento degli intervistati, seguiti dai social media (47 per cento) e le tech company 37 per cento affinché introducano nuove policy e creino strumenti per promuovere comportamenti online più civili e rispettosi e punire condotte scorrette. La scuola scende invece al terzo posto (41 per cento) nei dati globali, preceduta da social media (52 per cento) e media tradizionali (42 per cento). Il Microsoft Digital Civility Index di quest’anno riflette inevitabilmente quello che è stato il nostro vissuto, in un momento storico complesso come quello attuale. Abbiamo assistito a un aumento della forbice tra comportamenti corretti e inciviltà, con una crescita da un lato del senso di vicinanza e condivisione tra le persone, che ha condotto a una maggiore solidarietà anche online, dall’altro il moltiplicarsi di comportamenti scorretti, episodi sempre più frequenti di fake news ed hate speech. È preoccupante constatare inoltre la diminuzione da parte delle persone della capacità e fiducia nel saper gestire i rischi online, segnale questo della necessità costante di portare avanti progetti di sensibilizzazione su questi temi. 

In un periodo di distanziamento sociale in cui molti di noi passano più tempo online che offline e le piattaforme sono sempre più numerose e pervasive, il Safer Internet Day diventa un appuntamento chiave per aiutare giovani e meno giovani a un uso consapevole degli strumenti digitali, insegnando loro come proteggersi dai pericoli della rete – è il commento di Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia. Microsoft si impegna da sempre affinché le persone che utilizzano le sue soluzioni e prodotti si sentano sicure e i loro dati siano protetti e in occasione del Safer Internet Day anche quest’anno si fa promotrice della Digital Civility Challenge, ribadendo l’importanza di seguire quattro principi di buon senso per interazioni online più sicure, sane e rispettose con l’obiettivo di promuovere l’adozione di abitudini e pratiche online positive. 

Ecco i quattro principi – seguiti lo scorso anno dal 50 per cento degli intervistati – per un buon utilizzo di internet, per poterne cogliere tutte le opportunità:
la regola d’oro: agire con empatia e gentilezza in ogni interazione e trattare tutti on-line e off-line con dignità e rispetto;
rispettare le differenze, dando valore alle diverse prospettive e, quando emergono disaccordi, evitare accuse e attacchi personali;
pensare prima di rispondere: se non si è d’accordo su una determinata questione, non postare o inviare nulla che possa ferire l’altra persona, danneggiare la sua reputazione o compromettere la sua sicurezza;
difendere se stessi e gli altri, aiutando chi è vittima di abusi on-line o atti di crudeltà attraverso la segnalazione di comportamenti inappropriati o poco sicuri. 

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